Da una ricerca, che di certo non finirà con questo articolo, ho scoperto che sparsi per per tutta la penisola, ci sono dei piccoli borghi che conservano un misterioso passato. La presenza di streghe non è soltanto un lontano ricordo ma un dato di fatto con tanto di documenti ecco di seguito un breve elenco.

Nella Valli incantate e montagne isolate in cui le streghe sono passate a far visita e in alcuni casi non sono mai andate via. Borghi delle streghe alcuni dimenticate.

Triora (Liguria)

Non molto lontano da Sanremo, sulle Alpi Marittime troviamo “Triora” un piccolo borgo di pochissimi abitanti è noto, oltre per il pane di grano saraceno per il processo alle streghe che avvenne nella seconda metà del XVI secolo. Alcune donne, giovani e non , vennero accusate di essere le streghe artefici delle pestilenze e della carestia, oltre che di cannibalismo verso bambini. Questo piccolo borgo è caratterizzato da numerosi vicoli, archi, case di ardesia e luoghi che molti definiscono tetri ma io li trovo affascinanti. Tra le decorazioni vi sono gatti neri, scope, teste di pietra e personaggi misteriosi disseminati ovunque.

Triora offre un gran numero di eventi durante l’anno ecco il link per non perdervi le novità https://www.trioradascoprire.it/calendario-eventi-novita/

Rifreddo (Piemonte)

Rifreddo è un villaggio montano che sorge sulle pendici del Monte Bracco. E’ molto conosciuto per il Processo alle streghe Nel 1495 ospitò un processo alle streghe ad oggi il comune costudisce con gran gelosia i verbali. Una serie di documenti che rappresentano quasi un unicum nazionale visto che la gran parte dei documenti storici di quell’epoca è andata persa.

Ma cosa descrivono i verbali?

Sui verbali è scritta tutta la storia processuale che porta alla condanna di alcune donne del luogo in seguito ad un misterioso omicidio ai danni di una inserviente della badessa del Monastero di Santa Maria di Rifreddo. Il processo, con tanto di descrizione di torture, confessioni e la condanna non solo della presunta strega autrice del maleficio, ma anche di tutte le sue complici, presunte aderenti della confraternita delle donne sospettate di andare di notte “ad corrizandum cum aliis maschis“.

Riffredo offre un evento unico un percorso da brividi tra buie stradine. Questo è uno degli eventi principali. Ecco il link per non perdere i futuri eventi http://www.comune.rifreddo.cn.it/ita/manifestazioni.asp

dal web

“Calcata” Roma

Il Borgo di Calcata raggiungibile soltanto a piedi dall’unica porta che si apre sulle mura. Quando c’è vento, nella città e nelle sue vie si sentono suoni strani, che somigliano a canti. Molti dicono che siano le streghe che cantino e che lanciano incantesimi. In più, Calcata sarebbe il centro nevralgico di energie primitive provenienti dal sottosuolo. E’ proprio da credenze del genere che deriva il nome di borgo delle streghe con cui la cittadina è conosciuta.

dal web

Valcamonica (Lombardia)

Le streghe del Tonale

Si tramanda che su questo monte, durante il mese di giugno, nei giorni di giovedì e sabato, venissero praticati degli incontri tra streghe, i cosiddetti sabba (sabba:Nelle leggende medievali diffuse dal Romanticismo, ritrovo di streghe e stregoni che celebrano feste magiche e orgiastiche in onore del diavolo).

Si racconta che nel 15215 il castellano di Breno scriveva una lettera al Doge di Venezia Marino Zorzi:

«(…) a Breno alcune donne tormentate confessarono di haver fatto morir homini infiniti mediante polvere avuta dal demonio, la quale sparsa in aria facea sorgere procelle e con essa una asserì d’aver ucciso 200 persone (…)»

Racconta di giovani fanciulle che, spinte dalle loro stesse madri, disegnate delle croci a terra ci sputavano sopra urlando disgustose parole. Questo rito faceva apparire il demonio a cavallo che le scortava sulla vetta del Monte Tonale sul quale prendevano parte a pantagruelici banchetti. In cambio del loro ripudio del Cristianesimo ottenevano bellezza e giovinezza.

Nel corso dei processi del 1518 una donna di cinquant’anni, chiamata Onesta, confessò di essersi più volte recata al Tonale cavalcando una capra. Lassù la donna avrebbe imparato a scatenare le tempeste e, dopo aver reso omaggio al  Diavolo che avrebbe ricevuto una polvere magica per far morire le persone. Onesta raccontò poi di banchetti antropofagi ai quali partecipava una gran quantità di gente.

Benvegnuda la “Pincinella”, una donna di Nave processata e condannata a morte per stregoneria nel 1518, affermò davanti ai suoi inquisitori di recarsi ai sabba che si tenevano lungo le sponde del Mella e sul monte Tonale.

Sono ancora tantissime le storie e i documenti conservati luoghi che conosciamo investiti da una storia che nemmeno immaginiamo.

Molti sono i Comuni che portano con sè documenti dei processi alla streghe, una vera e propria caccia con tanto di rogo, può sembrare un film ma è tutta verità.

Mi piace pensare che tra noi, in questa moderna vita, le streghe siano tra noi, magari è la vicina di casa gentile con molti gatti al posto di molti amici umani 😉

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