Siamo in Borgo Mantovano patrimonio Unesco conosciuto in tutto il Mondo. E’ possibile organizzare una gita di un solo giorno.

STORIA:

Sabbioneta è una città edificata tra il 1556 ed il 1591 per volere di Vespasiano Gonzaga, è collocata al centro della pianura Padana. Si presenta come una fortezza.

CHE COSA VEDERE?

  1. TAPPA: PIAZZA D’ARMI

Il punto di inizio è sicuramente  Piazza d’Armi, al centro della quale spicca la colonna dedicata a Minerva, fatta erigere a protezione della città;

In questa piazza si trova anche l’Ufficio del Turismo, qua potete ritirare i biglietti e ricevere tutte le informazioni dettagliate per visitare al meglio il centro storico , possibile anche il biglietto con guida o audio guida qui il link delle info http://www.visitsabbioneta.it/dettagli.aspx?c=36&sc=44&id=41&tbl=contenuti

P.zza D’Armi e Colonna di Minerva

1 TAPPA! SI PARTE 🙂 ” PALAZZO GIARDINO”

Palazzo Giardino, L’ ingresso è adiacente a quello dell’Ufficio del Turismo e che Vespasiano fece costruire espressamente come luogo privato destinato allo svago e allo studio.

In queste sale, un amante d’arte ci perde tutta giornata . .. completamente affrescate ma di dimensioni come per presentare il vero capolavoro del palazzo, la Galleria degli Antichi, il corridoio lungo 97 metri che tende all’infinito, studiata per creare una particolare prospettiva pittorica in cui le colonne sembrano proseguire anche oltre il muro.

La galleria è stata scenario di numerosi film anche All’interno della galleria sono stati girati numerosi film e fiction tv.

2. TAPPA: TEATRO DELL’ANTICA

Definito un “tesoro architettonico” il Teatro all’Antica, Il Teatro di Sabbioneta è sicuramente lo spazio più suggestivo e affascinante . Fu progettato da Vincenzo Scamozzi. L’edificio fu costruito appositamente per ospitare spettacoli e concerti riservati alla corte di Vespasiano. Questo rappresentò un evento di eccezionale portata: per le sue innovative caratteristiche è considerato uno dei primi teatri stabili dell’età moderna in Europa. Nel Cinquecento, infatti, le rappresentazioni teatrali destinate alla corte venivano ancora accolte all’interno di palazzi residenziali e di rappresentanza, mentre nelle piazze andavano in scena gli spettacoli popolari.
Il Teatro fu dotato di un sistema diversificato di ingressi. Gli artisti entravano inosservati dall’accesso sul retro, ritrovandosi nel retropalco che era, assoluta novità per l’epoca, dotato di camerini. Per il pubblico di corte, invece, fu creata una platea semicircolare a gradoni, ricostruita in tempi recenti sul modello originale, dalla quale si godeva di un’ottima visuale ed acustica. Solo Vespasiano Gonzaga, insieme alla sua famiglia e alle dame di corte, poteva accedere dal terzo accesso: il portale d’ingresso laterale che si immetteva direttamente nella sala teatrale.
L’architettura interna fu sviluppata a forma di cassa di risonanza impiegando materiali isolanti e migliorativi del riverbero come lo stucco, il gesso ed il legno. L’edificio ha pianta rettangolare ed è diviso in due settori, destinati rispettivamente al pubblico e agli attori. Nel centro si trovava l’area riservata all’orchestra, leggermente inclinata e posizionata più in basso rispetto al palcoscenico, in modo da non coprire la scena. La platea semicircolare è sovrastata dall’elegante peristilio in stucco su cui poggia una fila di colonne corinzie che reggono la trabeazione. Sulla sommità sono collocate dodici statue di divinità olimpiche, le cui dimensioni sono falsate per essere viste correttamente da terra.
Il colonnato chiude un’elegante loggia, dove sedeva il Duca insieme alla famiglia e agli ospiti d’onore. Le figure affrescate sulla parete di fondo sono ritratti di imperatori romani. La tradizione vuole che Vespasiano sedesse, al centro, su un trono posto davanti all’imperatore Tito Flavio Vespasiano, il quale gli poneva simbolicamente sul capo una corona d’alloro, incoronandolo novello imperatore.
I due grandi affreschi che si trovano ai lati dell’area riservata all’orchestra, rappresentano due vedute di Roma racchiuse entro archi trionfali. Rivolgendo lo sguardo al palcoscenico, sulla parete di sinistra si può riconoscere la piazza del Campidoglio, mentre su quella di destra Castel Sant’Angelo. Quest’ultimo è sormontato da una dedica rivolta all’imperatore Rodolfo II di Praga, che nel 1577 elevò Vespasiano al rango di Duca.
Il perimetro alto della sala è percorso da una curiosa loggia dipinta da cui si affacciano dame, cavalieri, musici e maschere della commedia dell’arte. I personaggi sono tutti intenti a guardare la scena e ad indicare l’ingresso centrale della sala, dal quale sarebbe entrato il Duca.
La scena fissa sul palcoscenico è un’ottima ricostruzione di quella originale progettata da Scamozzi, che andò completamente distrutta nella seconda metà del Settecento. Essa rappresentava una prospettiva urbana con palazzi nobili, realizzata in legno, stucco e tele dipinte. Il senso di profondità era accentuato dalla pendenza del palcoscenico e dal controsoffitto, che un tempo si andava ad inclinare verso il palco. Il controsoffitto originale, a forma di carena di nave rovesciata, era realizzato in canne di fiume intrecciate, era stuccato e dipinto d’azzurro cielo.
Dopo la morte di Vespasiano, Sabbioneta conobbe un lungo periodo di decadenza. Anche il Teatro all’Antica perse la spensierata funzione di luogo di svago ed intrattenimento e venne adibito agli usi più svariati. Fu utilizzato come granaio, magazzino e nei decenni dell’occupazione militare, tra Settecento e Ottocento, fu trasformato in una caserma. Di questo periodo si conserva memoria nelle iscrizioni che si vedono sul muro sopra la platea semicircolare. Dopo essere stato anche sede del cinematografo comunale, la Sovrintendenza si impegnò per il suo recupero e, dopo importanti lavori di restauro, dal 1969 ritornò a svolgere la funzione di teatro, con la rappresentazione del Ballo delle Ingrate di Claudio Monteverdi.
Oggi, oltre che inestimabile tesoro d’arte visitato da turisti provenienti da tutto il mondo, esso costituisce la prestigiosa sede di concerti di musica antica, di convegni e di manifestazioni culturali. (recensione da visitsabbioneta)

3. TAPPA: PALAZZO DUCALE

Ci troviamo in un ‘altro importante edificio di Sabbioneta: Palazzo Ducale, in passato cuore pulsante della cittadina, dove avevano luoghi i più importanti scambi commerciali.

dal web

4. TAPPA : SINAGOGA

Questo edificio era dedicato alla comunità ebraica del paese, costruita nel nel 1824, venne poi fatta restaurare dopo un lungo periodo di abbandono, per poi riaprire ufficialmente al pubblico nel 1994.  Era ed è rimasto un luogo di culto chi volesse entrare è obbligatorio per gli uomini coprirsi la testa Per accedere alla Sinagoga, gli uomini dovranno coprirsi la testa con la kippah, il tipico copricapo ebreo, che verrà fornito all’ingresso oppure potranno utilizzare il proprio cappello se ne hanno uno con sé.

da web

5. TAPPA UN GIRO DELLE MURA ESTERNE

E’ consogliato un giro delle cinta esterna delle mura, bisogna uscire dal centro. E’ caratterizzata dalla forma di una stella a sei punte ed oggi è ancora integra.

Ringrazio “pretapartirconchiara” per l’ispirazione a questo articolo

dal web

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