Quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita ogni qualvolta il sole attraversa il cielo.

(Paulo Coelho)

C’era un tempo in cui l’uomo era legato ai cicli della natura molto più di quanto non possiamo più esserlo noi. Il cielo è sempre stato di ispirazione per l’invenzione di leggende, miti che si legano ai Solstizi.

Il solstizio d’ inverno è, prima di tutto, un evento astronomico: è il momento in cui il sole, nel suo moto apparente, raggiunge il punto più basso sull’orizzonte e la sua traiettoria in cielo appare più breve creando così le giornate più corte dell’Anno. Il periodo è quello che va dal 21 al 25 Dicembre.

– CHI FESTEGGIA IL SOLSTIZIO NEL MONDO?

Il Solstizio d’Inverno è festeggiato in tutte le parti del mondo, intrecciando così le differenze culturali. Le genti , festeggiano la nascita delle loro differenti divinità . Eccone alcune di seguito:

  • India:Krishna
  • Cina:Schin-Shin
  • Egitto:Mithra in Persia
  • Babilonia: Tammuz
  • Sud America: Quetzalcoath e Huitzilopocht

Nella cultura cattolica abbiamo Gesù, viene “fatto nascere” il 25 dicembre denominandolo ” portatore di luce” . Queste tradizioni sono tutte collegate tra loro; dove luce e ombra, vita e morte sono in un continuo ciclo.

– LEGGENDA CELTICA DEL RE SOLE E RE QUERCIA

Un’antica leggenda celtica, legata al solstizio d’inverno, è quella avente per protagonisti re Quercia e re Agrifoglio. Il Re Quercia, è legato alla parte crescente dell’anno quindi alle giornate che si allungano, al risveglio della natura, alla crescita. Al contrario, re Agrifoglio , più anziano e saggio, governa la parte calante dell’anno, caratterizzata da giorni più corti, notti più lunghe. Ai tempi del solstizio, i due re si dichiarano lotta per sapere chi avrebbe governato l’altra metà dell’anno. Durante il solstizio d’inverno, in particolare, è il re Quercia a prevalere sul re Agrifoglio.  Nel momento in cui la forza dell’avversario è al culmine (notte più lunga dell’anno), comincia, però, il suo declino, lasciando spazio al ritorno della luce, del sole e dell’estate.

ILLUSTRAZIONE RE QUERCIA PINTEREST
ILLUSTRAZIONE RE AGRIFOGLIO PINTEREST

Il Re Quercia vincerà per permettere alla terra di rifiorire e produrre frutti, conquistando il favore e l’amore della Dea con cui si unirà a Beltane e da quell’unione nascerà nuova vita. Al contrario, durante il solstizio d’estate, sarà il Re Quercia a soccombere affinchè la terra possa sfiorire e riposarsi, preparandosi a un nuovo ciclo.

Si tratta, dunque, di due facce che rappresentano la dinamica vita-morte-rinascita, con riferimento alla ciclicità della vita naturale e spirituale.

In alcuni miti si dice che la forza sconfitta dimori, nei sei mesi successivi, presso la dea Arianrhod.

– CHI E’ LA DEA ARIANRHOD?

La mitologia Norrena vuole che Arianrhod fosse la figlia più potente di Danu, la grande dea madre dei Celù. Come la Luna, il viso di Arianrhod era diafano e misteriosamente bello. Il suo compito consisteva nel condurre le anime dei trapassati al suo castello, Caer Arianrhod, nelle aurore boreali, o luci del nord. Ed è lì che i trapassati attendevano che la ruota di Arianrhod girasse, fornendo loro l’opportunità di rinascere e di vivere una nuova esistenza.
Secondo altre credenze, il castello della dea sarebbe stato ubicato su un’ísola abbandonata da tutti, al largo della costa anglosassone. Laggiù, lei e le sue ancelle spettrali accoglievano il ritorno a casa dei trapassati, reduci dal loro viaggio di una vita.

La mitologia Norrena vuole che Arianrhod fosse la figlia più potente di Danu, la grande dea madre dei Celù. Come la Luna, il viso di Arianrhod era diafano e misteriosamente bello. Il suo compito consisteva nel condurre le anime dei trapassati al suo castello, Caer Arianrhod, nelle aurore boreali, o luci del nord. Ed è lì che i trapassati attendevano che la ruota di Arianrhod girasse, fornendo loro l’opportunità di rinascere e di vivere una nuova esistenza.
Secondo altre credenze, il castello della dea sarebbe stato ubicato su un’ísola abbandonata da tutti, al largo della costa anglosassone. Laggiù, lei e le sue ancelle spettrali accoglievano il ritorno a casa dei trapassati, reduci dal loro viaggio di una vita.

– CHE COSA VUOL DIRE YULE?

Nella tradizione germanica precristiana Yule era la festa del solstizio d’inverno. Rappresenta uno degli otto giorni solari, o sabbat e viene celebrata intorno al 21 Dicembre.

– COME SI FESTEGGIA ?

  • Nella Scandinavia pre-cristiana, la festa di Juul , o Yule , dura 12 giorni e si celebra la rinascita del sole e dando vita all’usanza di bruciare un tronco di Yule. Yule La parte più importante di ogni celebrazione di Yule è la luce: candele , falò e altro. La stagione degli Yule è piena di magia, in gran parte focalizzata sulla rinascita e sul rinnovamento, mentre il sole torna sulla terra.
  • Nell’emisfero settentrionale, il solstizio d’inverno è stato celebrato per millenni. I popoli germanici, che lo chiamavano Jul, lo consideravano un momento per banchetti e feste.
  • nel nord Europa Anche i Celti delle Isole britanniche celebravano l’inverno con costumi tradizionali come tronco di Yule , l’albero decorato e l’andare di casa in casa intonando canti

Secondo alcuni scritti questo è il periodo dell’anno in cui i sacerdoti druidi hanno sacrificato un toro bianco e hanno raccolto il vischio per festeggiare. Quest’anno i festeggiamenti di Yule 2019 inizieranno il 21 dicembre e finiranno il 1 gennaio 2021.

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