Il Natale è una delle feste più gioiose e spensierate dell’anno dove regali, dolciumi, il pensiero continuo di persone vicine e lontane porta calore nelle famiglie. Una festa amata da grandi e piccini. Anche se a me, personalmente, mette malinconia. Una cosa è sicura Non tutti conoscono il lato oscuro del Natale: tradizioni e leggende si tramandano di generazione in generazione. Se quest’anno non sei stato buono, preparati all’incontro di personaggi raccapriccianti, protagonisti di altrettante leggende che vi terrorizzeranno!

1. KRAMPUS

Di origine Tedesca, il cui nome deriva dalla parola tedesca artiglio – sono uomini-caproni della tradizione italiana, austriaca e tedesca.  una creatura dalle zampe caprine, lunghe corna e lingua biforcuta con lo scopo di spaventare i bambini che durante l’anno si sono comportati male. I Bimbi cattivi vengono frustati con fascine di legno, imbrattati con carbone e grasso e rapiti.

DAL WEB
– LEGGENDA

Si racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestissero usando pellicce formate da piume, pelli e corna di animali. Essendo così irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle provviste necessarie per la stagione invernale. Dopo un po’ di tempo, i giovani si accorsero, però, che tra di loro vi era un impostore: era un demone, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra.

Venne dunque chiamato il Vescovo San Nicola, per esorcizzare l’inquietante presenza. Sconfitto il demone, tutti gli anni i giovani, nel giorno della vigilia di San Nicola, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a “punire i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

(wikipedia)

– COLLEGAMENTI CINEMATOGRAFICI

MICHAEL DOUGHERTY, regista Americano produsse il Film “Krampus il Natale non è sempre Natale”. nel 2015.

– COME SI FESTEGGIANO?

Si festeggia il 5 dicembre e la festa inizia con il vescovo San Nicola solitamente trainato su un carro, che interroga i bambini e si mostra con una folta barba bianca. Con i bambini che nel corso dell’anno si sono comportati bene, egli sarà generoso con piccoli dolci, mentre per quelli che non si sono comportati bene, ci sarà un brutto rimprovero. Oltre a questo compito, San Nicola deve placare le ire dei Krampus nei confronti degli spettatori.

Ph. by Viviana V.

Si festeggia il 5 dicembre e la festa inizia con il vescovo San Nicola solitamente trainato su un carro, che interroga i bambini e si mostra con una folta barba bianca. Con i bambini che nel corso dell’anno si sono comportati bene, egli sarà generoso con piccoli dolci, mentre per quelli che non si sono comportati bene, ci sarà un brutto rimprovero. Oltre a questo compito, San Nicola deve placare le ire dei Krampus nei confronti degli spettatori.

Krampus, infatti, sono selvaggi, violenti e inferociti, e quindi in questa particolare serata danno sfogo a quelle forze che per tutto il resto dell’anno rimangono represse. Rincorrono, fra urla, mugugni e grida, i bambini, i ragazzi, ma anche gli adulti e i più anziani, spingono la gente, dando pesanti frustate e colpi di verga alle gambe di chiunque capiti tra i loro piedi.

Appena il sole tramonta, San Nicola scompare dalla sfilata, lasciando incontrollati i demoni, che senza inibizioni rispondono colpo su colpo alle provocazioni dei ragazzi e degli adolescenti. Le rincorse e gli inseguimenti da parte dei demoni possono durare anche ore, fino a quando le tenebre riavvolgono la parata di demoni e, lungo le vie, non è più possibile vederne alcuno.

( Un grazie a Viviana V. per avermi inviato la foto con immortalato il piccolo Francesco con un Krampus all’evento del 2019).

– DOVE TROVARE LE SFILATE?

Le più note sono a Salisburgo e Innsbruck , ma non temete Anche in Italia, in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia organizzano diverse sfilate.

2. BLESNICKEL

Leggenda nata agli inizi del 1800 in Germania e diffusasi anche negli Stati Uniti, Blesnickel : vecchio irascibile cencioso che regge in una mano una frusta e nell’altra un sacco pieno di dolci e noci. Descritto come un uomo molto magro, con indosso pellicce, campanelli e una maschera. 

PINTAREST

Belsnickel è imparentato con San Nicola del folclore dell’Europa di lingua tedesca. Potrebbe essere stato basato su un antico mito tedesco, Knecht Ruprecht , un servo di San Nicola e un personaggio della Germania settentrionale.  A differenza di quelle figure, Belsnickel non accompagna San Nicola ma visita da solo e combina sia l’aspetto minaccioso che quello benigno che in altre tradizioni si dividono tra San Nicola e la figura del compagno.

Non c’è nulla da temere con questa figura: i bambini buoni riceveranno in premio i dolciumi mentre quelli cattivi … beh assaggeranno invece la sua frusta.

– COLLEGAMENTI CINEMATOGRAFICI ATTUALI

. Qualcuno salvi il Natale 2: il sequel Netflix.Un’avventura natalizia prodotta da Chris Columbus (“Mamma, ho perso l’aereo”, “Harry Potter”) racconta la storia di una sorella e un fratello, Kate (Darby Camp) e Teddy Pierce (Judah Lewis), che decidono di filmare di nascosto Babbo Natale (Kurt Russell). Dopo essersi appostati per sorprendere l’arrivo di Babbo Natale, si intrufolano nella sua slitta e provocano un incidente, rischiando di far saltare il Natale. Durante questa incredibile notte, Kate e Teddy, insieme a Babbo Natale e ai suoi elfi, devono salvare il Natale prima che sia troppo tardi.

TRAILER UFFICIALE ADATTO AI BAMBINI

3. Jólakötturinn “Il gatto di Natale islandese”

pintarest

Questo micione , noto anche come gatto di Yule, simbolo pagano islandese, corrispondente al nostro Natale, è molto lontano dalla simbologia festosa che accompagna solitamente i protagonisti delle festività .. diciamo che un micio con principi Natalizi tutti suoi..

– CARATTERISTICHE

Si tratta di un gatto nero molto grande, che ha dei baffi e coda lunga salta ad altezze inimmaginabili. Alla ricerca di umani, soprattutto la sera prima del Natale, alla vigilia appunto, con i suoi occhi brillanti e neri va alla ricerca delle sue prede.

Il Jólakötturinn  è quidi una creatura che incute terrore … Ma! le sue vittime sono tutti coloro che non si sono adeguatamente preparati alla festa del Natale, e non si sono procurati alcun indumento nuovo. Per non finire nelle grinfie del temibile gatto nero islandese, basterebbe anche un semplice indumento appena acquistato o regalato, anche di poco valore, oppure un capo realizzato a mano.

– SIGNIFICATO…

E’ soprattutto morale e di educazione, per questo è rivolta ai più piccoli umani. Solo chi obbedisce, lavora e fa di tutto per onorare le feste di Natale in modo adeguato potrà salvarsi dall’ira del gatto nero che si aggira minaccioso nelle campagne. Quindi i bambini dovevano imparare, sotto la minaccia di Jólakötturinn, a comportarsi e a crescere bene, rispettando la mamma e il papà o con i valori principali quali la famiglia e il lavoro.

– UNA POESIA DEDICATA DI Jóhannes úr Kötlum

Jóhannes úr Kötlum, poeta islandese che ha deciso di lasciare un segno nella letteratura tradizionale del suo Paese con una poesia proprio sullo Jólakötturinn, il cui nome dà anche il titolo all’opera. Nel testo originale inglese vi sono tutti i protagonisti delle storie natalizie, compresi gli elfi ed è stata musicata dalla cantante Björk. Ho spulciato nel web ed ho trovato il sito del poeta e la canzone cantata Björk che vi propongo qui sotto. (la poesia che potete tradurre con google)

Canzone cantata da björk jólakötturinn

– Jólakötturinn ESISTE UNA VERSIONE MENO AGGRESSIVA …

Ci sarebbe una tradizione che lo racconta come un gatto insaziabile ed aggressivo, ma stavolta non nei confronti degli esseri umani o almeno non direttamente. Infatti nella versione più docile, e di certo meno traumatizzante del gatto nero islandese, esso punisce gli uomini che non hanno lavorato abbastanza da procurarsi un indumento nuovo privandoli della loro cena natalizia.

– LEGGENDA PUBBLICATA DEL 1764

Un’altra storia legata al Jólakötturinn che lo vede animale domestico di una famiglia che viveva nei vulcani dell’isola, composta da Grýla e dal marito Leppalúði. Questi ultimi sono due mostri, alcune volte dei giganti altre volte dei troll, che si nutrivano di carne umana, in particolare quella dei bambini disobbedienti. Anche in questo caso il gatto nero fungeva da monito e da stimolo per i bambini a comportarsi bene, senza essere né pigri né disobbedienti ai comandi dei genitori, ma anche per i bambini poveri che non avevano neppure la possibilità di confezionarsi un indumento da soli. Addirittura l’uso di questo mito che creava traumi nei piccoli umani avrebbe spinto le autorità del luogo a redigere un editto nel 1764. Quest’ultimo vietava il racconto di questo mito per non spaventare i bambini, ma non servi a frenare le lingue dei popolani.

Ma chi è Grýla?

4. Grýla, la strega del Natale islandese 

Ci troviamo ancora in Islanda, dove in questo periodo le notti sono di un freddo inimmaginabile e i bambini devono rispettare tutte le regole se non vogliono finire nelle grinfie di Gry’la.

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– CHI E’ GRYLA?

E’ una figura antica: Grýla è chiamata troll, ma viene descritta in diversi modi a seconda delle storie: una volta ha quindici code dove ognuna di esse può portare fino a venti sacchi pieni di bambini, a volte ha 3 occhi o 3 teste mentre in altre è composta da parti animali! A me piace immaginarla in forma classica: ossia quella di un Troll.

Grýla ha un marito, Leppalúði, definito un gran pigrone, insieme i due hanno 13 figli e un grande gatto nero di nome Jólakötturinn (ne ho già parlato nell’articolo 3). I Figli di Gryla, detti i “I ladri di Yule” hanno storie parallele al Natale molto bizzarre.

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– PERCHE’ GRYLA E’ COSI TEMUTA DAI BAMBINI ISLANDESI?
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Nel periodo natalizio Grýla, insieme al pigro marito, i suoi tredici figli e al suo enorme gattaccio nero chiamato Jólakötturinn, si ritrovano durante le feste a mangiare squisiti bambini cattivi! Grýla cattura tutti i fanciulli che si sono comportati male e li usa per cucinare il piatto preferito da tutti troll, ovvero… “LO STUFATO DI BAMBINI”. Se la fine è questa.. capisco il terrore creato ai bambini dell’epoca.

– A QUANDO RISALE LA LEGGENDA?

La leggenda viene tramandata dal 1600 in tutta l’ Islanda e successivamente si è estesa in tutto il nord Europa. I bambini più vivaci venivano terrorizzati con questo racconto e invitati a stare zitti, buoni e ubbidienti nell’attesa delle feste Natalizie. Nel 1746 il governo Islandese dovette vietare l’uso di queste storie per la crudeltà delle azioni narrate; successivamente il racconto di Grýla e la sua famiglia fu addolcito con caratteristiche più fiabesche.

– GRYLA OGGI
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Sono tante le storie di Grýla oggi.. in alcune si dice che sia diventata buona e manda i suoi 13 figli a portare gioia a tutti, in altre dicono che sia morta, in altre ancora che perdona mangiando le cose brutte che fanno o dicono i bambini.. Grýla è un’ altra figura protagonista del folckore Natalizio che tra il bene e il male fa scegliere ai bambini e penso anche ai grandi, la strada da percorrere per essere buoni con tutti.

5. I LADRI DI YULE: “YULE LADS”

Siamo sempre in Islanda con le sue leggende e misteri avvolti nel freddo e scuro inverno.

– CHI SONO I LADRI DI YULE?

Sono 13 fratelli, figli di Grýla e Leppalúði , gli Orchi divoratori di bambini. Nelle leggende sono descritti come dei criminali dispettosi e burloni.

Qui d seguito vi riporto i 13 nomi e le 13 caratteristiche:

  • Stekkjastaur “Palo di recinto”; tormenta le pecore, una sua caratteristica è data dal suo incedere goffamente a causa delle gambe di legno.
  • Giljagaur; si nasconde nei canali d’irrigazione, per poi introdursi di soppiatto nelle stalle, dove lecca la schiuma dal latte nei secchi di mungitura
  • Stúfur “Omiciattolo”; particolarmente basso, ruba le pentole per mangiarne l’unto rimastovi sopra.
  • Þvörusleikir “Colui che lecca il cucchiaio”; ruba i cucchiai di legno per leccarli. È estremamente magro a causa della malnutrizione.
  • Pottaskefill “Gratta-pentole”; ruba gli avanzi dalle pentole.
  • Askasleikir “Colui che lecca le scodelle”; si nasconde sotto il letto aspettando qualcuno che posi per terra la sua scodella per poi rubargliela.
  • Hurðaskellir “Colui che sbatte le porte”; ama sbattere le porte e urlare per terrorizzare le persone.
  • Skyrgámur “Goloso di formaggi”; va in cerca dello skyr, un prodotto islandese simile allo yogurt.
  • Bjúgnakrækir “Colui che ruba le salsicce”; si nasconde fra le travi dei tetti, per rubare le salsicce che devono essere affumicate.
  • Gluggagægir “Colui che spia dalle finestre”; spia dalle finestre in cerca di qualcosa da rubare.
  • Gáttaþefur “Colui che annusa le fessure delle porte”; dotato di un grosso naso e un olfatto finissimo che usa per individuare il laufabrauð, tradizionale dolciume natalizio islandese.
  • Ketkrókur “Uncina-carne”; ruba la carne mediante un lungo uncino.
  • Kertasníkir “Colui che porta le candele”; ruba le candele ai bambini (le quali nel periodo natalizio sono fatte di lardo), per poi mangiarsele lasciandoli al buio.
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– I RACCONTI DI UN TEMPO

I bambini di un tempo erano terrorizzati da queste figure. I ladri di Yule arrivavano nelle case, ogni notte dal 12 dicembre fino a Natale e punivano tutti i bimbi che non si comportavano bene.

Nel 1746, i bambini erano talmente terrorizzati da non voler più uscire di casa nel periodo natalizio, tanto che il governo islandese dovette vietare l’uso di queste storie a scopo “intimidatorio”. Col tempo, furono addolciti, tanto che i tredici, pur mantenendo una parte del loro carattere dispettoso, divennero delle figure positive e legate al clima di festa, e si ritrovarono a portare dei piccoli doni ai bambini buoni o una patata marcia a chi si comportava male:direi meglio che essere mangiati 🙂

– I LADRI YULE AI GIORNI NOSTRI
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Ai giorni nostri, in Islanda gli Yule Lads sono diventati delle celebrità e rendono felici i bambini con piccoli doni lasciati nelle loro scarpe per i tredici giorni prima del 25 dicembre. 

6. FRAU PERCTA

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Perchta o Berchta (anche: Bertha), ed altre varianti, era una volta conosciuta come una divinità nelle tradizioni precristiane.  Il suo nome significa “La Splendente”, radioso, luminoso e/o bianco.

Perchta è anche chiamata la “Signora delle Bestie”. Era una guardiana del mondo animale e della natura nelle antiche culture Germaniche. In alcune descrizioni Perchta ha due forme: può apparire bella e bianca come la neve oppure vecchia ed anziana. In Italia  la Perchta è associabile alla Befana… in stile più Killer.

– LE LEGGENDE DI FRAU PERCHTA.

Si racconta che nei giorni dal 25 Dicembre al 6 Gennaio questo spirito femminile e un pò inquietante distribuisce sia ricompense che punizioni.

  • LE OSSESSIONI DI FRAU PERCHTA

Frau Perchta, spesso rappresentata con un naso a becco fatto di metallo, vestita di stracci, accompagnata da un bastone con una gonna lunga dove sotto nasconde un lungo coltello. Ha due ossessioni: la filatura e le pulizie di casa. Leggenda vuole che Frau si presenti nelle case delle donne per verificare che tutti sia in ordine e pulito e per controllare che tu sia pronta alla filatura.

“Prima che finisca il Natale, dovresti impostare il tuo telaio verticale e dovrai avere abbastanza filo per cominciare la tessitura”.

Ma cosa succede se una donna non ha preparato nulla di tutto ciò?

Secondo le credenze popolari Germaniche, Austriache e Svizzere, Frau comincerà a calpestare o a dar fuoco al filo da tessitura. E se la fai arrabbiare davvero tanto: esempio non pulendo la casa o non lasciandole nemmeno una tazza di porridge? Allora calpesterà ogni cosa in casa, ruberà nelle camere da letto, tirerà fuori il suo lungo coltello e ti sbudellerà. Sostituirà poi le tue budella con spazzatura, rocce o paglia.

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  • FRAU PERCHTA E I BIMBI CATTIVI

Durante il periodo natalizio, Perchta visita ogni casa intuendo istantaneamente se un bambino si è comportato bene o male durante l’anno. Nel primo caso, può lasciare una piccola moneta d’argento all’interno di una scarpa; nel caso di bambino disubbidiente, invece, apre il ventre del poveretto, estrae stomaco e budella e le riempie con paglia e sassi.

– LIBRI DEDICATI A FRAU PERCHA

Se ne volete sapere di più hanno scritto dei libri che trovate su amazoon però in lingua Inglese e Tedesca

  • Frau Perchta: The Christmas Belly-Slitter: A Concise History of the Legend
  • Frau Perchta und die Schnabelkanne: Ikonografischer Roman 
– Collegamenti cinematografici

Mother Krampus prodotto nel 2017 (conosciuto anche come 12 Deaths of Christmas) ispirato all’omonimo demone della leggenda metropolitana tedesca .Si basa sulla leggenda di un demone del Natale completamente diverso, ovvero Frau Perchta, una strega che viene a prendere i bambini per ciascuno dei 12 giorni in cui si celebra il Natale.

dal blog il cineocchio

“dal blog il cineocchio”

7. KNECHT RUPRECHT

– CHI E’ KNECHT RUPRECHT?

E’ un personaggio della Germania settentrionale centrale, apparso in una rappresentazione del 1668 e condannato qualche Anno dopo come manifestazione del demonio dalla Chiesa Cattolica.

Questo personaggio compare nel periodo della notte tra il 5 e il 6 Dicembre come accompagnatore del portatore di doni San Nicola.

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– QUAL E’ IL SUO ASPETTO?

E’ un monaco, con un lungo mantello e la barba sporca che gli arriva fino ai piedi. In alcune rappresentazioni si muove zoppicando e in quasi tutte è dotato di una frusta con la quale punisce o minaccia i bambini cattivi.

– LEGGENDA
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Si aggira di notte casa per casa, il suo compito è di chiedere ai bimbi di pregare. Se questi pregheranno in modo soddisfacente, ne riceveranno un premio, mele, noci, e così via, in caso contrario otterranno carbone, bastoni, ecc. e se per caso i bambini si rifiutassero del tutto di pregare.. beh utilizzerà il suo sacchetto pieno di ceneri per delle sonore percosse.

In alcune versioni, nel caso i bimbi non preghino bene, si limita a dare loro doni brutti come carbone e pietre.

– LIBRI KNECHT RUPRECHT
Copertina libro su amazon

Su Amazon è disponibile in Lingua originale Tedesca un libro dell’autore Theodor Storm sul personaggio bizarro.

8. ZWARTE PIET

– CHI E’ ZWARTE PIET?

«Pietro il moro» e’ un personaggio tipico dei Paesi Bassi e del Belgio anche lui aiutante di San Nicola. Ha le sembianze di un servo con la pelle di colore scura. Salta tra i camini, nella notte tra il 5 e il 6 Dicembre, e distribuisce caramelle ai bambini ma minaccia quelli cattivi di portarli via, trascinandoli con sé nel suo Paese d’origine: la Spagna».

Non ho trovato molto di lui ma nelle parate viene interpretato da uomini bianchi con faccia truccata di marrone e labbra rosse con parrucca riccia, come da rappresentare un immigrato coloniale , per altri invece è solo un semplice spazzacamino. Questa maschera ha fatto nascere diverse critiche ma per alcuni è solo un innocua tradizione che fa i conti con i mutamenti sociali.

9. HANS TRAPP

– CHI E’ HANS TRAPP
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Hans Trapp è una figura del folklore Natalizio dell’Alsazia anche lui un accompagnatore di San Nicola anche se considerato per molto tempo una figura demoniaca.

Hans Trapp fa la sua apparizione con l’arrivo di San Nicola, vestito di pelli animali o con le sembianze di uno spaventapasseri, per spaventare i bambini e farli comportare bene durante l’anno venturo.

– LA LEGGENDA DI HANS TRAPP

La leggenda narra che Hans Trapp era un uomo particolarmente ricco e avido, oltre che malvagio e adoratore del demonio. Finì per essere scomunicato dalla Chiesa ed esiliato nella foresta, dove iniziò ad uccidere bambini che si avventuravano incauti nel bosco.

Camuffandosi da spaventapasseri, aggrediva le sue giovani vittime fino a quando Dio stesso, stanco delle sue malefatte, decise di ucciderlo con un fulmine, senza tuttavia finirlo per sempre e costringendolo a vagare nel mondo terreno sotto forma di spettro per guadagnarsi il paradiso.

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– LA LEGGENDA DI HANS TRAPP AI GIORNO NOSTRI

Nelle manifestazioni in Alsazia il nostro eccentrico personaggio fa la sua comparsa con coperto di pelli di animali, il viso sporco di fuliggine, una lunga barba arruffata, trascina delle pesanti catene che spaventano i passanti. Sulle spalle, porta un enorme sacco dentro il quale mette i bimbi impertinenti e disobbedienti che poi imprigionerà nella gabbia di legno del suo carro. E così con la sua frusta, per minuti interminabili, semina il terrore tra i più giovani. (dal blog https://www.alsaziamonamour.it/)

– HANS TRAPP TRA LEGGENDA E VERITA’

Molto tempo fa, alla fine del Medio Evo, il signor Hans von Drodt (o von Trotha) viveva nel castello di Berwarstein non lontano da qui e voleva derubare l’abbazia di Wissembourg. Per raggiungere lo scopo, usava senza scrupolo la tortura, la vendetta e l’estorsione. Dall’alto del suo nido d’aquila, faceva regnare la paura tra la popolazione della regione.

Tra le tante malvagità, voleva anche realizzare una diga con la quale avrebbe privato d’acqua tutti gli abitanti, compresi i residenti del monastero. Dopo circa un mese, l’avrebbe usata per inondare la città.

Una volta morto, Hans von Drodt  ha continuato a terrorizzare le persone del paese per anni e anni, ossessionandoli giorno e notte. Si era mostrato così turbolento, insolente e violento che si pensava avesse firmato un patto col diavolo. Niente lo fermava ed è per questo che la gente ne ha fatto il simbolo del male.

Ma tutto questo male non poteva durare per sempre e così viene cacciato da Christkindle(o bambin Gesù) nelle manifestazioni rappresentato da una bellissima donna bionda, vestita di bianco, piena di luce su di una carrozza. (dal blog https://www.alsaziamonamour.it/)

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