1. EUPILIO

Un piccolo comune in provincia di Como che sorge alle pendici del Monte Cornizzolo. La particolarità di questo paese è il suo lago: di origine glaciale famoso per la qualità delle sue acque e per la sua felice e tranquilla posizione, che ispirò numerosi scrittori dell’ 800. Il Lago è Balneabile ed è presente un lido. E’ formato da acque sorgive e, l’unico emissario defluisce nel lago di Pusiano.

Quello che voglio proporti oggi è un breve percorso di trekking di quasi 4 km, breve ma ricco di Storia e leggende.

Forza! prepara lo zaino che ti porto a Eupilio!

Oggi il lago del Segrino costituisce un’area protetta gestita da un consorzio tra la Comunità Montana del Triangolo Lariano ed i comuni di Canzo, Longone al Segrino ed Eupilio.

Lungo tutto il suo perimetro, di circa sei chilometri, si snoda in un circuito ciclo-pedonale, sempre molto frequentato da sportivi e non. Il lago è una riserva di pesca, che è limitata e soggetta al rilascio di specifici permessi.

La navigazione a motore è stata proibita, oggi è permesso solo l’uso delle barche a remi

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PERCORSO

google maps

Questo percorso è semplice e percorribile in bici, a piedi e anche con bambini in passeggino.

Parcheggia a Eupilio in via Crucis, partiamo da qua!

1^ TAPPA “VIA CRUCIS”

Dal cimitero parte il sentiero della Via Crucis, con una serie di cappelle che conducono a un belvedere. Questo luogo un tempo veniva utilizzato come lazzaretto per le vittime della peste e delle altre epidemie; oggi, invece, è un terrazzo panoramico che regala una vista stupenda.

2^ TAPPA “CIMITERO DI GALLIANO”

Se come me ami l’arte funeraria qui trovi la cappella funebre della famiglia Biffi, che fu progettata alla fine del XIX secolo dall’architetto Giuseppe Sommaruga. Gli affreschi esterni sono ben visibili, e furono opera di Federico Quarenghi.

3^ TAPPA “TORRE DELLA GHITA” E LA SUA LEGGENDA

DAL WEB LA TORRE

Nota anche come Torre del Molvesio: si tratta di una struttura militare di origine medievale che deve il proprio nome a una ragazza milanese (la Ghita del Carrobbio), che secondo la leggenda fu rapita e fatta prigioniera in questa rocca da un signorotto spagnolo, Don Alfonso Carpano. Il campo da tennis della terra fu la location per le riprese di un film cinematografico prodotto Paolo Virzì per il filme intitolato “Il capitale umano“.

4^ TAPPA ” VILLA SANT’ANTONIO MARIA ZACCARIA”

La casa dei Padri Barnabiti. La villa è circondata da un grande parco di 70mila metri quadri, che propone tre diversi itinerari spirituali: la via del Rosario, la via Lucis e la via Crucis.

5^ TAPPA “CHIESA DI SAN GIORGIO”

La Chiesa di San Giorgio fu realizzata nella prima metà del Settecento e restaurato due secoli più tardi. Un mosaico che raffigura San Giorgio intento a uccidere un drago sormonta il portale principale. All’interno, in corrispondenza del terzo altare sulla destra della navata, puoi osservare un dipinto della Vergine assunta .

6^ TAPPA “VILLA STRAMBIO”

Continuando la tua passeggiata sorge Villa Strambio: qui visse il medico Gaetano Strambio, noto per essere stato il primo a studiare le cause e le conseguenze della pellagra. Qui ebbe modo di soggiornare anche Alessandro Manzoni.

7^ TAPPA “CASINO DELLE STREGHE”

DAL WEB

Al civico 2 c’è l’ingresso del Casino delle Streghe, un antico edificio del 1600, appartenuto ad un signorotto spagnolo, Messer Liprando: costruito sulle rovine di un precedente castello cinquecentesco dei potenti e nobili Torriani, una villa solitaria in passato appartenuta al vescovo e storico Paolo Giovio, ospitò per lungo tempo il pittore Giovanni Segantini, che proprio qui dipinse alcuni dei suoi quadri più famosi. La vista panoramica e il parco che la circonda rende questa villa ancora più affascinante.

Essendo stato a lungo disabitato, iniziarono a nascervi attorno inquietanti storie e terrorizzanti leggende. Così la gente si convinse che fosse infestato da terribili fantasmi ed orrende streghe che intimorivano tutti gli abitanti con la loro infernale presenza ed i loro crudeli malefici.


Tra l’altro, si dice anche che fosse stata la casa di campagna del grande scrittore e storico Paolo Giovio (1483 -1552).
I resti di questo primo edificio vennero alla luce durante i lavori dell’ultimo restauro. Sotto i due pilastri che delimitano l’entrata dell’attuale villa, vi sono alcuni locali e corridoi sotterranei con archi a volta costruiti in cotto.
In tempi più recenti, il “Casin di Strii” ebbe come ospite Giovanni Segantini: il grande pittore della Brianza che ivi risiedette per qualche tempo con la compagna Bice Bugatti.


Segantini l’affittò per pochissimo denaro proprio perché, da tempo era stato abbandonato e tutti credevano che fosse proprio popolato da spettri e fantasmi.

2. ARTE E STORIA

  • Giuseppe Parini, che nacque nel vicino comune di Bosisio Parini cita il lago in Poesia XXII.
  • esaltato da Stendhal nel suo Giornale di Viaggio in Brianza paragonandolo a una gemma di smeraldo, a causa del colore delle sue acque.
  • Il lago del Segrino è il luogo d’origine della follia di Celeste, e della sua guarigione, nella novella “La pazza del Segrino” di Ippolito Nievo.
  • Antonio Fogazzaro scrisse a un amico che realmente
  • Nel 1942 , il lago ghiacciato (ora difficile da vedere) fu lo scenario naturale per le riprese del film ” Un Colpo di Pistola”, tratto dal racconto di Puskin, ambientato in Russia prodotto da Renato Castellani.

3. LEGGENDE DEL LAGO

– LA CAPPELLA DEL CARRETTIERE

Si racconta che durante un freddo inverno dell’ultima guerra, un carro trainato da una coppia di buoi di ritorno verso la stalla, causa l’addormentarsi del suo conducente, abbia deviato dalla strada normale costeggiante il lago. Al suo risveglio il carrettiere vide con sgomento la pista delle orme degli zoccoli e delle ruote attraversanti il lago sulla sua superficie gelata. A ricordo del fatto, eresse una cappella di ringraziamento alla Madonna (esistente e restaurata).

– IL DRAGO E CLEODOLINDA

Il lago e i suoi folti canneti fanno anche da sfondo ad un’antica e delicata leggenda brianzola, in quanto sarebbero stati dimora di un terribile drago che seminava il panico tra gli abitanti della zona. Per placare il suo distruttivo furore, il re ordinò di offrire al famelico mostro tutto il bestiame del regno, ma presto, poiché l’insaziabile fame non si placava, dovette passare alle vittime umane. Un brutto giorno la sorte cadde sulla dolce principessa Cleodolinda, che venne accompagnata sulle rive del lago sotto una pianta fiorita di sambuco e abbandonata al suo destino.

Ma in quel momento passava di lì un imponente cavaliere su un cavallo bianco. Era San Giorgio, il quale, commosso dalle sue lacrime, le donò un ramo fiorito di sambuco, e quindi affrontò il mostro, ferendolo al collo con la lancia. Il Santo legò il drago e lo condusse prigioniero dal re, al castello di Morchiuso, dove lo finì sotto gli occhi di tutta la corte.

Cleodolinda stringeva ancora tra le mani il rametto fiorito di sambuco, dal quale si staccarono le bianche corolle, cadendo nell’impasto del “ pan de mei ”che la cuoca del castello stava preparando per la tavola reale.

Nacquero così i“pan meitt ”, dolci tipici fatti con farina bianca, farina gialla, uova, zucchero e fiori secchi di sambuco, tradizionalmente offerti nel giorno di S. Giorgio (24 aprile). 

Sicuramente c’è ancora molto da dire su Eupilio, aggiornerò di sicuro l’articolo nei prossimi mesi

Un grazie in particolare va sempre a Luciano Baldini per i suoi scatti da sogno.

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